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mercoledì 16 dicembre 2009

Isola di sogni perduti

Lievi increspature degli occhi
un lento rovinio di mura chete,
in volto una gioia accennata
ed anche una melancolia sottile.

Che siano forse i tuoi zigomi
lentiggini di stelle africane?
Che sia tu oggi l’antica alma
di quest’isola di sogni perduti?

Vorrei cingerti come l’oceano
rinchiude questa terra e sentire
schiantarsi il fragore del tuo cuore.

Assorto tra queste vie terrose
vagabondare per i tuoi misteri,
ilha spettinata de Moçambique.

lunedì 30 novembre 2009

Ode dell'amor giovane

Squisita realtà
di giovane amore
sorpreso
nell'umido itinere
tra bocca e bocca.
Distrattamente
colto
in un locale ricolmo
di gesti
uomini
e cose.
Acerbo frutto
che schiudi
i tuoi fiori di carne
e semplici inchini
d'unione immatura.
Anelito di ragazzi.
Ritorno con voi
agli umori ingenui
d'altri me stessi
e nei vostri
rivivo
i miei baci
di desideri ormai spenti.
Quando il cuore
vergine
pergamena di seta
fu un'erba a primavera
ed ogni sole
ed ogni vento
ed ogni lacrima
di vapore riunito
racchiudeva
il mistero ineffabile
del dono divino.

domenica 22 novembre 2009

Anima di veliero

Nella prima bruma del mattino
in su verso l'alto cielo stagliavasi
il pinnacolo tracimante vita
d'un veliero da secoli in viaggio.

Scrigno segreto, sicuro rifugio
di incomprensibili misteri,
insondabile destino gotico
per la maestosa cattedrale.

Ramingo m'appresto a salire
sulla celata aeronave di pietra
e sul ponte delle tre caravelle
brucio d'un immenso d'avvenire.
A miglior vita

Aria contorta
mesto baluginare
stella che muore.

sabato 21 novembre 2009

Eternal nameless glare

Nel grande silenzio oltrecosmico
immane vibra il cuore del Cerchio,
come milioni di soli riuniti
in un eterno bagliore senza nome.

E' il suadente bacio del divino
è il dono insperato del cielo,
frutto di innumerevoli cicli
che oggi germogliano dopo l'attesa.

E' amore che spande e conquista
intensità mai esperita prima
che rende unica questa occasione.

Lacrime di gioia nascono per l'uomo
quand'egli nel profondo del cuore
il Tempio di luce va edificando.

venerdì 20 novembre 2009

Eterno bagliore senza nome

In the silence beyond cosmos
vibrate the heart of the Circle,
a thousand gathered suns
an eternal nameless glare.

Is the sensual kiss of divine
the unhoped gift from the sky
a present that suddenly sprouts
after lives and lives of frost.

Love that spreads and conquers
pristine and never felt intensity
which makes this chance unique.

Tears of joy for the human
whom in the deep of himself
the Temple keeps edifying.

giovedì 19 novembre 2009

Insieme

Legati nel cuore,
come i rami del faggio
all' abete intrecciati,
come il crepuscolo e l'alba,
o le foglie d'autunno
riunite sul prato.
Per sempre vicini
in questo e altri cicli.
Indivisibili.

martedì 10 novembre 2009

Ventuno sillabe, tre settenari

Immobile il tempo
infinito lo spazio
vuota muta la mente.

lunedì 2 novembre 2009

Addio per un continente

Dolce rimembranza
di luoghi terrosi,
vergine arsura senza nome
dentro me muto riecheggia
il crepitio silenzioso
dei tuoi neri passi.

In un pianto senz'anima
di lacrime infrante
rincorro ancora il mio anelito
di pellegrino mai stanco.

Addio baci di sole
che colmaste il mio cielo.
Addio cuore scuro
che rubasti i miei sogni.

Abbandono il tuo grido
di via e morte e uomini.
Ora mi fermo.
Rimango.
Addio Africa mia.

martedì 13 ottobre 2009

Prima delle prime luci dell'alba

Vento che spazzi la notte,
nel mio stanco e tremante origliare
riecheggia il tuo lugubre verso
un tetro smiagolio di felino
che soffia ed artiglia le case.

Silenzio.
Poi stoc!
Un solo colpo muto,
si schianta un legno
di imposte malchiuse
e cristalli di vetro
iniziano a morire
in un gelido fragore
tintinnio vano
ultimo
fragile rantolo.

Nuovamente frusciare
il freddo assorda gli orecchi
di colui a cui non celi
la tua violenta conquista del buio.
Haiku primo

Ghiande sul palmo;
nulla, ovunque scorgo
la Differenza.


Poesia vissuta al mattino di domenica 11 ottobre 2009,
nei boschi di Arco.
Dedicata a pf, colui che mi guida verso me stesso.

giovedì 8 ottobre 2009

Non so che di mesto nell'aria

Un vago profumo d'oro e d'argento
inebria il mio mezzogiorno deluso.
V'è un'aria mesta di nebbia e di sole
come un'attesa di incerto destino.

Si erge un ostacolo eterno,
si apre un eterno cammino.
Emozioni perdute e nessuna ragione,
soffoca l'uomo nel caldo ottobrino.

giovedì 1 ottobre 2009

Nero giallo cappello

Naso all'aria!
Ti nascondi all'ombra
di uno scuro cappello,
vistosa stranezza.
Ancora sopra un fiore
ostentata finzione di giallo
e sotto occhi persi,
figurino nero
smagrito e sognante.

Cammina cammina
coi tuoi passi di danza,
quei tuoi ideali distratti
le tue lune a tracolla
ed il tuo giallo fiore di carta
indizio di vita
d'un volto di sole.

Nemmeno mi guardi!
Resta pure, Naso all'aria,
bionda piccina vagabonda
con il cielo nel mezzo,
tra i piedi e la strada.

venerdì 18 settembre 2009

Inno al Desiderio

A sciogliere gli inganni del mondo
una ad una sollevo le tue vesti
e di lusinghe cingo il tuo nudo corpo.

Nella luce delle candele del tempio
vivo il mio inchino al mistero d'unione
che tutto stravolge e sublima.

Ha inizio l'aurora dell'ultimo eros
e spande un piacere nel dialogo
tra gemiti che riecheggiano nel buio.

Ricerco il ritorno alla madre di terra
l'accesso segreto ai femminei reami
la cui porta tu sola custodisci.

E nel pieno richiamo di vita che accoglie
la mia carne si gonfia ed anela
ai tuoi celesti sogni di primavera.

Incrocio le gambe nel sacro sigillo
eretto è il mio membro: trasmuto,
io non più io ma chiave del cielo.

Stretta ti stringo mentre m'avvolgi
quando il mio r incontra il tuo s,
nel non luogo ove terra e cielo s'uniscono.

Umori diversi e liberi nel contatto
insieme solamente s'accordano i corpi
le nostre forme di uomo e di donna.

Salgono, s'afferrano si prendono
si legano svengono e gridano stravolti
esplodono e sfioro così il mistico frutto
dell'orgasmo di spirito e sangue
dell'orgasmo di voci e respiri
dell'orgasmo di menti dimentiche,
disperse senza parole né immagini.

martedì 1 settembre 2009

Scura cattedrale d'abeti

Incomprensibile giara di tenebra
tremula selva di ombre boschive
s'empie la mente del tuo cieco sguardo
e sgomenta si perde nel vuoto.

In quell'ora in cui la notte ti stringe
ella t'avvolge nel suo buio mantello
ed al fine stremato ti accoglie
nella immensa sua cattedrale d'abeti.

sabato 18 luglio 2009

Notturna

Nera grazia di corvo
ruvida croce di rovo.
S'ode un grido muto
rinchiuso
nel grigio ventre di terra,
un rancore rappreso
che offusca lo sguardo.

Grande gorgo abissale
che tutto svuoti e trasmuti,
sei il cancro del giorno
l'amaro frutto del cielo.

Disperazione
dell'estremo nonsenso.

giovedì 9 luglio 2009

Cerchiobaleno lunare

Cielo svuotato di stelle, soltanto
Venere brilla in impari contesa
arresa nel confronto di volti
al tuo viso rotondo, chiara luna.

Cielo ricolmo di vapor d'acqua
solo un'aria di stracci bagnati
dimenticato ricordo di pioggia
ti fa dono del suo stanco omaggio.

Sposa del buio vesti una fede
di luce riflessa e riverbero,
un'ampio cerchiobaleno lunare.

Diafano inchino al tuo lucore
anch'io son ora rapito e canto
l'incanto di un diadema notturno.

mercoledì 8 luglio 2009

La Porta

Passato e futuro non è,
gioia o dolore non è,
stagioni non è
la chiave
del mio tempio di luce.

Unione tra gli esseri
comunione di vita:
tracce celate
di tale mistero.

Solitudine non è
la Via maestra del cuore.

giovedì 2 luglio 2009

Uomo di ruggine

Ghigna un cielo
di cristalli infranti.
Cigola terrifico
un muto sospiro.

Grigia campana rintocca
funesto presagio di morte,
mesta sale al patibolo
l'ultima ora di quiete.

Un ignaro chiodo di ruggine
nuovamente ferisce un suo simile.

Anima all'aria
si ossida il cuore.
Fioca luce
perduta,
in un catino d'odio.

mercoledì 24 giugno 2009

Sonetto per una madre africana

In su la terra bruciata del volto
si è scoperto un campo di neve
trenta e più grani bianchi di riso
diademi di chiaro, gioie d'avorio.

Smalto di sole ed occhi di carta
come due foglie di seta sul viso
distese sugli zigomi camusi
dei tuoi diciott'anni di madre.

Svesti ora un seno avvizzito
un capezzolo ormai masticato
dal grande mistero di cinque figli.

Ed un tessuto bagnato di latte
ti riporta all'umano splendore
della ruota di vita africana.