L'uomo si avvicinò alla Madre del Mondo ed ella proferì parole profonde e misteriose in forma perfetta, qui riportate per sommi capi, nella forma grezza che quel viandante volle in seguito incidere su una tavoletta di legno. L'armonia commovente che Ella, nel suo afflato vitale, aveva saputo infondere ai movimenti languidi delle proprie labbra, è perduto nell'abisso del tempo. Disse: "In verità, nell'atto dell'amore fisico, l'uomo è solo il mezzo. Il suo orgasmo è rapido e le sue, sempre ostentate, voglie perverse svaniscono in pochi minuti, lasciando posto alla stanchezza ed al sonno. Nella donna invece matura il seme della vita ma, oltre a ciò, la donna può amare per tempi lunghissimi, e l'appagamento nell'orgasmo non preclude la continuazione dell'atto amoroso, non riduce la sua passione, ma anzi la accresce. Più anzi l'uomo vanta il proprio essere Fallo, tanto più spesso egli, nei fatti, è lontano dalla sua meta, dall'agognata Vagina, al punto che anche le perversioni spesso sono alimentate da una vita sessuale povera."
Ricordo la storia di una gran Puttana, che ha recentemente stabilito un record mondiale mai prima eguagliato, ovvero il fare sesso in modo continuativo con 190 uomini differenti, uno dopo l'altro. Mi chiedo se un uomo possa fare sesso per più di cinque volte di fila, prima di scappare a rintanarsi nell'angolo più buio di se stesso per la vergogna del fallimento. Anche sole cinque volte, sono irraggiungibili.
domenica 16 marzo 2008
sabato 15 marzo 2008
Una goccia di solitudine è sufficiente, per riportare alla mente le desolate distese del Gansu, altipiani di terra brulla e paludosa, pochi esseri viventi indifferenti e due cani selvatici, enormi che mi abbaiano da lontano. Mi ricordano il caldo muto dei miei silenzi marocchini, dove l'unico dialogo possibile era quello con me stesso. La solitudine della squallida Errachidia, la solitudine di ricevere attenzioni umane solo come potenziali acquirenti di droga, puttane, o tajine. La solitudine di una stanza ammuffita e fredda a Longshen. E' meglio essere amici della solitudine, è meglio saperci convivere, ma non è mai la prima scelta, non è mai la meta; forse un mezzo. E' amaro constatare come siano queste solitudini a rendermi forte ed altrettanto amaro sapere che per questa forza ho dovuto sacrificare molto di me stesso.
Forse è anche per questo che nutro dentro una certa vecchiaia, come quella di un uomo che da giovane ha visto l'orrore della guerra.
Forse è anche per questo che nutro dentro una certa vecchiaia, come quella di un uomo che da giovane ha visto l'orrore della guerra.
Colore mattone, tipico dell'invecchiamento. Intenso. Il profumo è franco, punge un po' al naso ma l'acido acetico sembra supportare gli altri aromi e non coprirli. Piccoli frutti rossi, legno. In bocca è un poco astringente, rotondo e soprattutto buono. Il sapore ha permanenza lunga. Del retrogusto non ricordo nulla, ma come prima lezione è già sufficiente. Ladies and gentleman vi presento il Chianti riserva del 1999, cantina Ottosanti, che mi è stato spiegato ieri sera. Davvero emozionante.
La Slovenia è nuovamente a portata di mano, così vicina da poterla afferrare nel giro di una settimana. A presto Andrejcic.
La Slovenia è nuovamente a portata di mano, così vicina da poterla afferrare nel giro di una settimana. A presto Andrejcic.
venerdì 14 marzo 2008
domenica 9 marzo 2008
Dolce sospiro segue il mio sospiro
Anima cara che mi avvolgi...
Prima con gli occhi e poi con le labbra
Mi sorridi, e piano mi stringi
Nebbia e nuvole si dissolvono
E con chiarezza dimentichiamo chi siamo
Ci guardiamo, e in un bacio ci ritroviamo...
Sento la tua pelle, ne sento il suo profumo.
Siamo passione, Siamo amore
Siamo luce di stelle
Battito di cuore di anime gemelle...
- Poesia di F.Marchi -
Anima cara che mi avvolgi...
Prima con gli occhi e poi con le labbra
Mi sorridi, e piano mi stringi
Nebbia e nuvole si dissolvono
E con chiarezza dimentichiamo chi siamo
Ci guardiamo, e in un bacio ci ritroviamo...
Sento la tua pelle, ne sento il suo profumo.
Siamo passione, Siamo amore
Siamo luce di stelle
Battito di cuore di anime gemelle...
- Poesia di F.Marchi -
Questa sera, verso le 22, il Dio dei credenti ha gettato uno sguardo in questa direzione, su questa casa. Ha bussato alla porta, ma invece di salire ai piani alti, dai suoi seguaci, ha sceso le scale ed è giunto qui, in cantina, tra i bassifondi dei blasfemi, tra gli sbandati ed i sofferenti, ed ha infuso in noi un seme di se stesso, un attimo senza spazio ne tempo, un miracolo incommensurabile. Una epifania. Un istante eterno e pieno.
Vorrei che la voce malinconica di Bob Marley, quel suo scabro insinuarsi nell'anima, lentamente fuoriuscisse da queste casse e riempisse di sentimenti l'intero universo. Vorrei vedere un denso emozionarsi diffondersi nel mondo, vorrei vedere gli esseri umani fermarsi un istante, colti d'improvviso da un senso di nostalgia: trasformare la propria anima in un fiore e le proprie mani in un tamburo, in un applauso commovente che si sciolga nel mondo, che come la mettabhavana unisca i cuori. Vorrei che almeno chi ne è in grado, riconoscesse la propria natura più intima.
Ma è questa stessa malinconia che mi suggerisce, dispettosa, che tutto ciò non è altro che un sogno impossibile.
Ma è questa stessa malinconia che mi suggerisce, dispettosa, che tutto ciò non è altro che un sogno impossibile.
venerdì 7 marzo 2008
mercoledì 5 marzo 2008
Era questo silenzio quello che non volevo sentirmi addosso, quello dell'inutile incomprensione, quello della sofferenza gratuita quando si potrebbe soltanto stare bene, quello che mi fa voltare all'indietro, verso il passato e mi interroga su come sia possibile che dopo tanta esperienza sia possibile cadere nei tranelli più banali. Di questi dolori a metà, farei volentieri a meno. Sono impegnato a combattere contro demoni nella notte, contro ciclopi che scrutano la mia lanuginosa esperienza alla ricerca d'un difetto nascosto sotto il manto morbido del gregge. E quando di giorno vorrei solo riposare e gioire, per la fortuna che il mondo mi offre, mi sento come Ulisse costretto a bisticciare con Penelope. Depresso.
domenica 2 marzo 2008
Come potrebbe andare storta una giornata iniziata a mezzogiorno e trenta? Un pranzo succulento, qualche volto amico e poi al parco a cogliere tutto il sole che questo inizio marzo può regalare. A petto nudo, a piedi nudi, a provare a fare la verticale sulla testa come un breaker o un monaco shaolin, bevendo un tè. E tutto ciò al solo fine di ristabilirsi dalla giornata di ieri, che pressappoco mostrava le stesse caratteristiche! Not bad oppure hen bu cuo, a seconda dei punti di vista.
sabato 1 marzo 2008
Stop. Relax. Un giorno alla settimana bisogna fermarsi e riprendere fiato. Se esci alle tre del mattino, fuori casa, prima di andare a letto, puoi sentire i merli cantare nella notte, puoi sentire il profumo della primavera prematura. Nelle aiuole l'erba mostra i primi fili verdi. Inizia la stagione della speranza.
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