Che cosa sei? Sono un uomo che ha scelto la strada della ricerca, la faticosa ed affascinante meta di spingersi lontano, più lontano del mio stesso orizzonte. Amo il diverso, ma soprattutto mi sento a casa quando tra i diversi trovo affinità, quando guardo negli occhi un etiope, un cinese, un uzbeko e provo la dolce sensazione dell'assenza di differenze.
Forse sono un cosmopolita ed un astronauta.
Abitante del Cosmo e Viaggiatore tra gli Astri.
sabato 12 aprile 2008
martedì 8 aprile 2008
Quando il seme dell'idea emerge dal profondo dell'essere, esso germina rapido ed ora è già uno stelo. Mi è già capitato. Avere una intuizione e, ancor prima che sia formulata, avere la percezione che la stessa abbia già generato delle conseguenze ed abbia già disegnato un futuro differente da quello precedente. Incredibilmente differente. Questi sono i punti di svolta della vita, e sarà la vita ad adattarsi ad essi.
Come passeggiando con il mio cane, in una sera di novembre del duemilaequattro, quando capii per la prima volta che dovevo partire.
Come passeggiando con il mio cane, in una sera di novembre del duemilaequattro, quando capii per la prima volta che dovevo partire.
Perché mi chiami, Kilimanjaro.
Perché mi attiri a te, perché calamiti la mia attenzione africana. Perché mai sei così distante da me, al punto da essere difficilissimo da raggiungere, ma non così distante da farmi rinunciare prima di provarci. Posso spingermi così lontano da me stesso? Posso attraversare uno stato africano solo per raggiungerti, brufolo innevato sul viso della terra?
Ho le mani sudate,
perché mi chiami, Kilimanjiaro.
Non sono sicuro di potermi spingere oltre fino a tal punto, ma ti sento nelle viscere, come un mal di pancia d'amore.
Perché mi attiri a te, perché calamiti la mia attenzione africana. Perché mai sei così distante da me, al punto da essere difficilissimo da raggiungere, ma non così distante da farmi rinunciare prima di provarci. Posso spingermi così lontano da me stesso? Posso attraversare uno stato africano solo per raggiungerti, brufolo innevato sul viso della terra?
Ho le mani sudate,
perché mi chiami, Kilimanjiaro.
Non sono sicuro di potermi spingere oltre fino a tal punto, ma ti sento nelle viscere, come un mal di pancia d'amore.
lunedì 7 aprile 2008
Cinquanta vini o forse più. Tutti rigorosamente sputati. Tranne i migliori, tranne quei bianchi emozionanti, dal profumo di miele d'acacia, che, anche in una bocca stupida ed inesperta, regalano sorrisi. E quelli che ti sorprendono, dove il profumo ha il carattere della roccia su cui cresce il vitigno, ed il sapore invece ti colpisce con la sua dolcezza - inaspettato. I rossi odor di cuoio, svuotati a volte nella sputacchiera ancora prima di essere bevuti, senza nemmeno una possibilità di mostrarsi. Il sapore del pane tostato. Dai vini base alle riserve, cercando le differenze tra le varie annate, muovendosi sul sottile confine tra reale percezione dei frutti tropicali e l'immaginato soltanto retrogusto di topo morto.
Vino. Semplicemente vino.
Vino. Semplicemente vino.
sabato 5 aprile 2008
Shhhhhhhhhhh. Silenzio. Anche le parole rallentano le cinetiche. Ho rivoluzonato la mia stanza: Diogene disse ad Alessandro "questa botte è il mio cosmo". Vorrei poter dire altrettanto. Il ritmo degli jambè di ali farka toure mi accompagnano in questa cicolpica impresa di pulizia domestica.
La polvere accumulata nel tempo, tuttavia, non si cancella con una sola passata di scopa.
Il toro va preso per le corna.
La polvere accumulata nel tempo, tuttavia, non si cancella con una sola passata di scopa.
Il toro va preso per le corna.
giovedì 3 aprile 2008
Sale, di tanto in tanto, la sensazione che la fisica abbia per ora descritto e spiegato una minima parte dell'esistente. Non vorrei che facessimo l'errore di pensare di essere vicini alla scoperta di tutte le leggi universali, quando magari invece ci troviamo nel paleolitico della scienza. In questi momenti mi sento come un Galileo, scopritore della cinematica, estasiato dal suo piano inclinato e dalle relazioni lineari tra velocità ed accelerazione, che non riesce a comprendere fenomeni incredibili come l'elettromagnetismo o la relatività ristretta, sebbene esistessero anche nella sua realtà.
Cosa avrebbe pensato Galileo se, interrotto, avesse potuto osservare da vicino l'orgogliosa ed immane esplosione di una supernova? Forse, tra centomila anni, gli uomini sorrideranno al pensiero delle nostre conoscenze primitive...
Cosa avrebbe pensato Galileo se, interrotto, avesse potuto osservare da vicino l'orgogliosa ed immane esplosione di una supernova? Forse, tra centomila anni, gli uomini sorrideranno al pensiero delle nostre conoscenze primitive...
mercoledì 2 aprile 2008
I like to spend some time in Mozambique
The sunny sky is aqua blue
And all the couples dancing cheek to cheek.
It's very nice to stay a week or two.
There's lots of pretty girls in Mozambique
And plenty time for good romance
And everybody likes to stop and speak
To give the special one you seek a chance
Or maybe say hello with just a glance.
Lying next to her by the ocean
Reaching out and touching her hand,
Whispering your secret emotion
Magic in a magical land.
And when it's time for leaving Mozambique,
To say goodbye to sand and sea,
You turn around to take a final peek
And you see why it's so unique to be
Among the lovely people living free
Upon the beach of sunny Mozambique.
-Bob Dylan-
...con estrema calma, e vari temporeggiamenti...ma sto arrivando. E non per "one week or two". Forse perchè non mi interessa che sia "nice".
The sunny sky is aqua blue
And all the couples dancing cheek to cheek.
It's very nice to stay a week or two.
There's lots of pretty girls in Mozambique
And plenty time for good romance
And everybody likes to stop and speak
To give the special one you seek a chance
Or maybe say hello with just a glance.
Lying next to her by the ocean
Reaching out and touching her hand,
Whispering your secret emotion
Magic in a magical land.
And when it's time for leaving Mozambique,
To say goodbye to sand and sea,
You turn around to take a final peek
And you see why it's so unique to be
Among the lovely people living free
Upon the beach of sunny Mozambique.
-Bob Dylan-
...con estrema calma, e vari temporeggiamenti...ma sto arrivando. E non per "one week or two". Forse perchè non mi interessa che sia "nice".
domenica 30 marzo 2008
Venerdì, ad un anno esatto dai giorni forse più difficili della mia vita, quando il vecchio me stesso ed il nuovo hanno mosso guerra l'uno all'altro, ho incontrato entrambe le donne che hanno acuito e subito le mie sofferenze ed i miei cambiamenti. Ho scoperto la mia indifferenza per l'una e ammirazione per l'altra. Vi è stato un istante in cui ho pensato "se dio esiste, si prende gioco degli esseri umani". Ma ho dovuto attendere la sera per ritrovare il mio presente, giunto come un angelo a farmi visita sotto le sue forme consuete. Ho visto una gonna salire le scale senza camminare e tecniche shaolin ridotte alla lentezza del taiji.
E poi ho camminato sulla neve delle mie montagne, tra i faggi spogli ed i primi bucaneve bianchi e violetto. Ho goduto del profumo della tajine ai tempi del marocco, del vino buono, della pelle morbida.
Infine, insieme a Cayetano Delarua, ho amato Sierva Maria, l'ho corteggiata e baciata nelle tenebre di una cella d'un convento sudamericano. Ho accarezzato i suoi lunghi capelli color rame e li ho visti crescere, anche dopo la sua morte, dal cranio smagrito. Ventidue metri ed undici centimetri di poesia in prosa.
Nutro un immotivato ottimismo per le sorti del genere umano.
E poi ho camminato sulla neve delle mie montagne, tra i faggi spogli ed i primi bucaneve bianchi e violetto. Ho goduto del profumo della tajine ai tempi del marocco, del vino buono, della pelle morbida.
Infine, insieme a Cayetano Delarua, ho amato Sierva Maria, l'ho corteggiata e baciata nelle tenebre di una cella d'un convento sudamericano. Ho accarezzato i suoi lunghi capelli color rame e li ho visti crescere, anche dopo la sua morte, dal cranio smagrito. Ventidue metri ed undici centimetri di poesia in prosa.
Nutro un immotivato ottimismo per le sorti del genere umano.
giovedì 27 marzo 2008
Sempre più spesso, in effetti, ragiono in termini energetici. Questo vale per le persone, come per i luoghi. E non è soltanto questione di "qualità" ma anche questione di equilibrio, di centratura. Mi capita di osservare una qualità positiva, ma che si espande e conquista lo spazio intorno in modo violento ed arrogante, o al contrario che rimane confinata nel corpo e non dialoga con gli altri esseri. Mi capita di osservare una qualità negativa, che assorbe le altrui energie, che imbruttisce gli spazi, crea vuoti invece di avvolgere e creare unione. Per me stesso soprattutto, valuto ciò che mi accade, i miei incontri e le mie esperienze, in questi termini. E ciò non mi sembra dimostrabile, o esplicabile, ma tuttavia una volta che si entra in contatto con questa realtà nuova, essa diventa l'unica esistente: semplicemente normale.
Qualità ed equilibrio, ecco ciò che ho scoperto fino ad ora.
Qualità ed equilibrio, ecco ciò che ho scoperto fino ad ora.
mercoledì 26 marzo 2008
Mi sono abbeverato alla fonte generosa delle persone con cui sono entrato in contatto. Ho passato giorni pieni, spesi in vani tentativi di tagliare il famoso sapone d'Aleppo con una bava da pesca, spesi vagando per una Ljubljana deserta d'uomini, ma gremita di fiocchi di neve grandi e morbidi - in contrasto con la primavera dei salici in fiore lungo il fiume, vicino ai tre ponti. Ho mangiato almeno una potica intera, con quel suo ripieno di rum e noci dal sapore semplice ma insostituibile. E poi Mosca, che non crede nelle lacrime, con le sue panchine lunghissime ed una donna abbandonata in un angolo, ed ancora il vino dei poeti, il Faust, tra le risate e qualche fumata di narghila, come veri arabi.
Ecco cos'è la Slovenia, un crescendo di emozioni, di intimità, di risate grasse. Perché, amico mio, quella risata è forse il tratto del tuo essere che più ammiro: quella risata forte, che fa tremare la terra, che strappa una risposta dal fondo divertito di ogni anima. Jelen, il cervo sloveno. Grazie davvero.
Ecco cos'è la Slovenia, un crescendo di emozioni, di intimità, di risate grasse. Perché, amico mio, quella risata è forse il tratto del tuo essere che più ammiro: quella risata forte, che fa tremare la terra, che strappa una risposta dal fondo divertito di ogni anima. Jelen, il cervo sloveno. Grazie davvero.
mercoledì 19 marzo 2008
lunedì 17 marzo 2008
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