Oggi gli occhi sono rivolti al di dentro. Ho intenzione di rimanere a casa tutto il giorno, non farmi disturbare da nulla, lasciarmi cullare dal riposto e dall'osservazione. Solo in questo modo potrò affrontare il domani nel giusto spirito.
Il diciannove luglio parto per il Mozambico, tra due mesi e qualche giorno sarò su un aereo per Beria. Ma la cosa più bella sono questi due mesi, questa intercapedine tra il presente ed il futuro, che in alcuni momenti si amplia fino a diventare sconfinata ed a volte sembra breve come il battito d'ali di una farfalla.
Nella vita vi sono infinite possibilità per un lasso finito di tempo. Se così non fosse, non esisterebbe la scelta.
sabato 17 maggio 2008
venerdì 16 maggio 2008
Se me quiseres conhecer
Estuda com olhos de bem ver
Esse pedaço de pau preto
Que um desconhecido irmão maconde
De mãos inspiradas
Talhou e trabalhou
em terras distantes lá do norte.
Ah! Essa sou eu:
órbitas vazias no desespero de possuir a vida
boca rasgada em ferida de angustia,
mãos enorme, espalmadas,
erguendo-se em jeito de quem implora e ameaça,
corpo tatuado feridas visíveis e invisíveis
pelos duros chicotes da escravatura...
torturada e magnífica
altiva e mística,
africa da cabeça aos pés,
- Ah, essa sou eu!
Se quiseres compreender-me
Vem debruçar-te sobre a minha alma de africa,
Nos gemidos dos negros no cais
Nos batuques frenéticos do muchopes
Na rebeldia dos machanganas
Na estranha melodia se evolando
Duma canção nativa noite dentro
E nada mais me perguntes,
Se é que me queres conhecer...
Que não sou mais que um búzio de carne
Onde a revolta de africa congelou
Seu grito inchado de esperança.
- Noémia de Sousa -
Estuda com olhos de bem ver
Esse pedaço de pau preto
Que um desconhecido irmão maconde
De mãos inspiradas
Talhou e trabalhou
em terras distantes lá do norte.
Ah! Essa sou eu:
órbitas vazias no desespero de possuir a vida
boca rasgada em ferida de angustia,
mãos enorme, espalmadas,
erguendo-se em jeito de quem implora e ameaça,
corpo tatuado feridas visíveis e invisíveis
pelos duros chicotes da escravatura...
torturada e magnífica
altiva e mística,
africa da cabeça aos pés,
- Ah, essa sou eu!
Se quiseres compreender-me
Vem debruçar-te sobre a minha alma de africa,
Nos gemidos dos negros no cais
Nos batuques frenéticos do muchopes
Na rebeldia dos machanganas
Na estranha melodia se evolando
Duma canção nativa noite dentro
E nada mais me perguntes,
Se é que me queres conhecer...
Que não sou mais que um búzio de carne
Onde a revolta de africa congelou
Seu grito inchado de esperança.
- Noémia de Sousa -
martedì 13 maggio 2008
Due persone. Prendete un mazzo di carte. Una mescola il mazzo a casaccio, prende la prima carta e la osserva. La pensa e prova a trasferirla all'altro, solamente con il pensiero. Quante possibilità che il secondo azzecchi la carta (seme e numero)? Una carta su cinquantaquattro, circa il 2%.
Ieri ho provato con un amico. Su dodici carte, ne ho indovinate quattro secche, di altre quattro solo il numero e quattro le ho sbagliate completamente. Questo evento, statisticamente parlando, è quantomeno improbabile. Cosa ho sperimentato?
Ieri ho provato con un amico. Su dodici carte, ne ho indovinate quattro secche, di altre quattro solo il numero e quattro le ho sbagliate completamente. Questo evento, statisticamente parlando, è quantomeno improbabile. Cosa ho sperimentato?
sabato 10 maggio 2008
Ora la tempesta è passata. Il cielo è terso, azzurro nitido, come accade solo quando la pioggia strappa all'aria tutto il pulviscolo, l'inquinamento ed il grigiume. Nuvolette innocue si attardano in alto e si concedono gli ultimi raggi di sole chiaro. Le rondini, con le loro code a doppia punta, giocano tra gli alberi a bassa quota, si rincorrono apprezzando appieno la tranquillità generatasi dopo lo scroscio fragoroso.
"E dire che avevano previsto burrasca!": le ultime parole famose di una giornata caldissima e dal cielo cristallino. Dopo una decina di minuti spuntano i primi nuvoloni, ma non sembrano capaci di portare la pioggia. Dopo quaranta minuti il cielo comincia a scurirsi, sale il vento ed i pollini appestano l'aria, fanno moccolare il mio naso in modo vistoso e tossire altri tra, i banchi dei mercatino dei Gaudenti. Il vento sale ancora, una folata fa cadere alcuni ombrelloni, ribalta i tavoli troppo leggeri. Altri dieci minuti? Pioggia, pioggia come a secchi d'acqua su di noi, sul cibo, sui libri vecchi, sui tavoli. Tutto era umido, ma alla fine siamo riusciti a salvare noi stessi ed il bottino isf. E' stato quasi divertente, sul finire. Avrò ricevuto quindici telefonate in due ore.
venerdì 9 maggio 2008
Breve momento di inspiro. Questi sono i venti minuti di riposo della giornata. Dall'altro ieri fino a sabato sapevo esattamente i miei impegni, sapevo già dove sarei stato ad ogni ora. Previsioni spazio temporali su me stesso, offerte anch'esse dalla marina militare italiana. Un cane basso e cicciotello si rotolava nella terra lungo l'adige, nel tentativo di ricordarsi la sua natura: troppo spesso si crede uomo.
Ho ancora sassolini di terra incastrati sotto ai piedi...sono tornato oggi sotto le cascatelle a centa san nicolò. L'acqua era fredda, ma piacevole. Il Maestro GB è stato allievo del Maestro HH e questo non mi stupisce, anzi ha un certo non so che di affascinante.
Ho ancora sassolini di terra incastrati sotto ai piedi...sono tornato oggi sotto le cascatelle a centa san nicolò. L'acqua era fredda, ma piacevole. Il Maestro GB è stato allievo del Maestro HH e questo non mi stupisce, anzi ha un certo non so che di affascinante.
mercoledì 7 maggio 2008
Tra le mie mani ho percepito, in tempi remoti, una sfera di energia che rilasciata attirava a sé e costretta respingeva le mani. Ho sentito l'aria densa muoversi sempre più viscosa e pensante intorno alle mie mani. Ho sentito il calore emanato ad una mano e percepito l'energia dentro di me, il suo fluire in alcune parti del corpo. Se tengo il mudra di siddharta sento il fluire energetico tra le mie mani, i vortici di calore che ne nascono. Questa è la realtà reale. Il resto deve ancora venire.
martedì 6 maggio 2008
Sono le 7.13 e nel silenzio della portineria mi sento il re di Samba. Ho scalato ormai la piramide gerarchica: da studente centocinquanta ore, a portinaio. Con questo turno da sette ore e l'affitto di Agosto che non dovrò pagare, penso proprio mi autofinanzierò quella meravigliosa macchina fotografica digitale antishock e waterproof che punto da un po'. Era dietro l'angolo.
lunedì 5 maggio 2008
I vecchi sono una cosa brutta. Non i vecchi di età, ma i vecchi di spirito. Quando le due cose coincidono, nascono dei mostri. E' brutto vedere che questi mostri si nascondono tra quelli che dovrebbero essere i "propri cari". Inutile giraci intorno, ieri sono stato da mia nonna. Ho dovuto combattere contro una chiusura, una sclerosi mentale che può portare solamente ad una ulteriore vecchiaia. Ci sono persone che aspettano solo di morire. Aspettano di morire, odiano la sofferenza, ma rimangono avvinghiate alla vita. Si lamentano. Perdono ogni gioia, le smarriscono negli anni per non trovarne di nuove. Ho dovuto sentire commenti sulle mie scarpe bucate, ho dovuto non rispondere a frasi come "ai negri manca il cuore". Ho ascoltato paziente tutti i mali e tutte le solitudini del mondo ed anche lo sfottò di tutti i mali e di tutte le solitudini degli altri.
Questo deve, deve davvero, coscientemente, essere preso per ciò che è: abbrutimento del corpo e dello spirito. Bisogna lavorare giorno e notte per non finire in queste condizioni. Inutile negare la realtà, inutile addurre motivazioni, fingere che il nostro destino non sarà sicuramente quello.
Lo dico soprattutto a mio padre e mia madre, le persone a cui voglio bene che hanno meno tempo, lo dico agli anziani in generale. Salvate voi stessi, salvatevi da questa fine. Almeno la tristezza di altri non sarà stata invano.
Questo deve, deve davvero, coscientemente, essere preso per ciò che è: abbrutimento del corpo e dello spirito. Bisogna lavorare giorno e notte per non finire in queste condizioni. Inutile negare la realtà, inutile addurre motivazioni, fingere che il nostro destino non sarà sicuramente quello.
Lo dico soprattutto a mio padre e mia madre, le persone a cui voglio bene che hanno meno tempo, lo dico agli anziani in generale. Salvate voi stessi, salvatevi da questa fine. Almeno la tristezza di altri non sarà stata invano.
sabato 3 maggio 2008
Ricordo la sera in cui, fuori dall'uscio ogni cinque minuti, aspettavo il tuo arrivo, amico mio. Una lunga mezz'ora di ritardo, nella speranza che tu arrivassi, nella speranza che tu non mi tradissi un'ultima volta. Una mezz'ora per capire che non saresti venuto, che ancora un volta, nonostante le mie parole, tu non avevi capito. E' stata una mezz'ora come le altre, eppure, sceso in cantina, in quel luogo ho abbracciato i miei amici ed ho ringraziato le loro esistenze per essere lì. Tu non eri tra quelle mura. Mi hai abbandonato e questa ferita non può rimarginarsi senza spiegazioni, nel silenzio. Non tutte le fratture si calcificano nel tempo.
Cosa abbiamo vissuto di valido? Cos'erano le serate a giocare a poker, il picchiarsi ubriachi alle Albere, le chiacchiere nella notte sugli animali deformi, il prendere il sole al lago, le passeggiate in montagna. Cos'era quella sincerità nuda che mi hai insegnato? Cos'era Villa Rosa, le mie confessioni, le tue paure e i tentativi di aprire l'inferriata di una finestra per rottura a fatica usando un bastone di legno? Come hai potuto non capire, pablito mio, cosa buttavi in quella mezz'ora?
Mi manchi oggi e mi mancherai in futuro. Anche quando saremo assieme in terre lontane, saremo estranei. Ed avremmo potuto non esserlo, avremmo potuto essere amici. Perché, se ti conosco, tu non muoverai mai un passo in questa direzione. Sin troppi anzi ne hai mossi lontano da me, mentre cercavo di avvicinarmi.
Perdona lo sfogo, dentro non voleva rimanere.
Cosa abbiamo vissuto di valido? Cos'erano le serate a giocare a poker, il picchiarsi ubriachi alle Albere, le chiacchiere nella notte sugli animali deformi, il prendere il sole al lago, le passeggiate in montagna. Cos'era quella sincerità nuda che mi hai insegnato? Cos'era Villa Rosa, le mie confessioni, le tue paure e i tentativi di aprire l'inferriata di una finestra per rottura a fatica usando un bastone di legno? Come hai potuto non capire, pablito mio, cosa buttavi in quella mezz'ora?
Mi manchi oggi e mi mancherai in futuro. Anche quando saremo assieme in terre lontane, saremo estranei. Ed avremmo potuto non esserlo, avremmo potuto essere amici. Perché, se ti conosco, tu non muoverai mai un passo in questa direzione. Sin troppi anzi ne hai mossi lontano da me, mentre cercavo di avvicinarmi.
Perdona lo sfogo, dentro non voleva rimanere.
Sfiorare di labbra
ammalia il mio piacere.
Si gonfia e lontano risale
il Canto dell'Uomo.
Estasi d'amore primaverile
avvolta dalle tue dita.
S'accordano i liuti del mare:
esplode
un fragore schiumoso di onde
su vertigini di fiordi scandinavi.
E danzano i calabroni
su esili steli d'orchidea,
orgogliosi si scontrano
ossuti palchi di cervi,
si alza eccitato e frenetico
un volo di colibrì ubriachi.
Nel bagliore lunare notturno
riecheggia il grido del lupo.
ammalia il mio piacere.
Si gonfia e lontano risale
il Canto dell'Uomo.
Estasi d'amore primaverile
avvolta dalle tue dita.
S'accordano i liuti del mare:
esplode
un fragore schiumoso di onde
su vertigini di fiordi scandinavi.
E danzano i calabroni
su esili steli d'orchidea,
orgogliosi si scontrano
ossuti palchi di cervi,
si alza eccitato e frenetico
un volo di colibrì ubriachi.
Nel bagliore lunare notturno
riecheggia il grido del lupo.
venerdì 2 maggio 2008
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