Quando si perde un amico i prati al mattino piangono grosse gocce di rugiada salmastre. Sale una lieve brezza fra gli abeti e nasce uno strano concerto di rami secchi, di terra umida e cortecce screpolate. Fin da piccolo ho sempre saputo che basta un chiodo per far sanguinare la resina dall'albero ed anche nell'anima non sempre le cose tornano al loro posto, non sempre quello stesso chiodo viene poi estratto.
Chino il capo, il mento rivolto verso il mio stesso dolore, di cui forse sono in parte responsabile. Il mio continuo cangiar di forma non sempre viene accettato, non sempre visto di buon occhio, le espressioni di amore viste da altri occhi si trasformano in espressioni volgari, l'oro in bigiotteria. Vorrei non ricordare certe parole di cattiveria, vorrei non ricordare questo tuo piccolo errore che svela distanze incolmabili e ne produce altrettante.
Non so ancora per quanto tempo mi porterò dentro questo ticchettio di pioggia, sommesso ed attutito, nel profumo di muschio del sottobosco invernale.
giovedì 10 luglio 2008
domenica 6 luglio 2008
Acquazzoni estivi. Portano una atmosfera smorta, come se i colori non potessero brillare con il loro consueto splendore. Strimpello "la canzone dell'amore perduto" alla finestra, seduto sul parapetto, mi emoziono con le mie stesse parole. Nella mia vita iniziano a definirsi due categorie di persone, quelle capaci, almeno in parte, di vivere la vita e quelle invece che ci si aggrappano soltanto. E' una questione di intensità, di luce negli occhi. Luci capaci di accendersi nella penombra discreta dell'amore tra gli esseri umani o di spegnersi quando apparire è l'unica forma di esistenza possibile.
Come al solito, gran parte delle problematiche degli esseri umani sono legate alla densificazione della materia, alla nascita della realtà così come la pensiamo ed al tracciare un inevitabile confine tra Io ed Altro.
Come al solito, gran parte delle problematiche degli esseri umani sono legate alla densificazione della materia, alla nascita della realtà così come la pensiamo ed al tracciare un inevitabile confine tra Io ed Altro.
venerdì 4 luglio 2008
Solitudine che mi accompagni,
nemica presente
assenza solida
di ricerca solitaria.
Sei un deserto lunare
di ossidiana nerastra,
nell'afa e nel vento del Sahara.
Sei una distesa fangosa e brulla
di cani enormi che imprecano lontani
sporca di chiazze nevose e bagnate.
Sei una stanza umida e fredda,
un trucco di cemento screpolato
con un solo singolo letto.
Sei tutti i passi solitari
che il mio cuore muove
per evadere dal sentiero
che plasmi instancabile,
sotto i miei mocassini d'indiano.
Sei l'infinitesima prospettiva di me stesso
nata nell'insinuarsi ed ampliare
i confini del reale.
nemica presente
assenza solida
di ricerca solitaria.
Sei un deserto lunare
di ossidiana nerastra,
nell'afa e nel vento del Sahara.
Sei una distesa fangosa e brulla
di cani enormi che imprecano lontani
sporca di chiazze nevose e bagnate.
Sei una stanza umida e fredda,
un trucco di cemento screpolato
con un solo singolo letto.
Sei tutti i passi solitari
che il mio cuore muove
per evadere dal sentiero
che plasmi instancabile,
sotto i miei mocassini d'indiano.
Sei l'infinitesima prospettiva di me stesso
nata nell'insinuarsi ed ampliare
i confini del reale.
Certo, c'è parecchio da farsi il culo: relazioni, riunioni, impegni vari, ma non va affatto male. Studio in giardino, ascolto buona musica ed ogni giorno accadono eventi incredibili per valore ed intensità. Solamente due settimane all'Africa ed un nodo a livello emozionale che unisce trepidazione, paura, aspettative, voglia di restare e voglia di partire. Ieri notte, verso le tre, per la prima volta dopo qualche mese ho ripensato a quella solitudine del viaggiatore che a breve sperimenterò di nuovo, a quella desolazione profonda che mostra le cose per quello che sono nella loro realtà solida. Mi preparo psicologicamente e fisicamente. Inspiro. Non va affatto male.
giovedì 3 luglio 2008
Il lavoro notturno è un lavoro da puttane. Sono stato a fare il mio giretto fino alla residenza brennero, scendo dalla macchina ed una africana dal viso largo che mi coglie di sorpresa mi domanda se mi deve aspettare. "Sai, anch'io sto lavorando" mi è uscita naturale, mi è sembrata poi una rievocazione di quel "perchè io no?" di Amici Miei, all'incontrario. Via brennero, nella notte estiva è una vetrinetta - a volte nemmeno così attraente - di puttane in compagnia e di uomini soli, molti vecchiotti, che camminano solitari come se tornassero a casa proprio per di là. Tutta la tristezza è dalla parte di chi affitta un corpo e che passeggia solo per una via larga, alla ricerca di chissà quale soddisfazione dei sensi. Dall'altro lato ci sono storie orribili di sfruttamento, ma comunque, non tutta questa malinconia.
domenica 29 giugno 2008
sabato 28 giugno 2008
E cantai loro questo canto dell'eremita che corre a cavallo:
"Mi prosterno ai piedi di Marpa pieno di grazie.
nel monastero di montagna che è il mio corpo,
nel tempio del mio petto,
al vertice del triangolo del mio cuore,
il cavallo che è la mia anima vola come il vento.
Se lo fermo, con quale laccio lo fermerò?
Se lo legho, a quale piolo lo legherò?
Se ha fame, quale pastura gli darò?
Se ha sete, a quale fiume dissetarlo?
Se ha freddo, in quale recinto chiuderlo?
Se lo fermo lo fermerò con il laccio dell'Assoluto.
Se lo lego, sarà al piolo della meditazione profonda.
Se ha fame, lo nutrirò con i precetti del lama.
Se ha sete, lo disseterò alla perpetua corrente del ricordo.
Se ha freddo lo chiuderò nel recinto del nulla.
Per sella e per morso, lo doterò di risorse e di scienza.
Lo guarnirò della solida camarra dell'Immutabilità.
Gli metterò la briglia dell'energia attinta nell'ispirazione profonda.
Il figlio della scienza lo cavalcherà.
Per elmo porterà il sigillo del Mahayana.
La sua armatura sarà fatta di attenzione, riflessione e meditazione.
Porterà sulla schiena lo scudo della pazienza.
Terrà la lancia della contemplazione.
La spada della saggezza sarà appesa al suo fianco.
Se il bambù, che è la sua mente, è flessibile,
lo raddrizzerà senza ribellione.
Lo rivestirà del pennacchio delle quattro virtù infinite.
Gli applicherà l'acuta punta della saggezza.
Avendo inserito la cocca profonda della misericordia
nell'arco dell'irrealtà delle cose,
e misurando a braccio teso la concentrazione mentale,
arciere, egli lancerà le sue frecce attraverso tutti i mondi.
Ciò che raggiungerà, saranno i credenti.
Ciò che ucciderà, sarà il loro egoismo.
E così, nemico, domerà la corruzione.
Amico, proteggerà le sei classi di creature.
Se galoppa, galopperà nelle pianure della felicità immensa.
Se insegue, raggiungerà il rango di vincitore.
Correndo in basso, taglia la radice della trasmigrazione.
Correndo in alto, raggiunge la sponda dei Bhodisattva.
Cavalcando un simile cavallo, si raggiunge la Bodhi.
Considerate se la vostra felicità è paragonabile.
Il mondo non offre felicità desiderabile."
Dissi. E i cacciatori, toccati dalla fede, si ritirarono.
- Milarepa -
"Mi prosterno ai piedi di Marpa pieno di grazie.
nel monastero di montagna che è il mio corpo,
nel tempio del mio petto,
al vertice del triangolo del mio cuore,
il cavallo che è la mia anima vola come il vento.
Se lo fermo, con quale laccio lo fermerò?
Se lo legho, a quale piolo lo legherò?
Se ha fame, quale pastura gli darò?
Se ha sete, a quale fiume dissetarlo?
Se ha freddo, in quale recinto chiuderlo?
Se lo fermo lo fermerò con il laccio dell'Assoluto.
Se lo lego, sarà al piolo della meditazione profonda.
Se ha fame, lo nutrirò con i precetti del lama.
Se ha sete, lo disseterò alla perpetua corrente del ricordo.
Se ha freddo lo chiuderò nel recinto del nulla.
Per sella e per morso, lo doterò di risorse e di scienza.
Lo guarnirò della solida camarra dell'Immutabilità.
Gli metterò la briglia dell'energia attinta nell'ispirazione profonda.
Il figlio della scienza lo cavalcherà.
Per elmo porterà il sigillo del Mahayana.
La sua armatura sarà fatta di attenzione, riflessione e meditazione.
Porterà sulla schiena lo scudo della pazienza.
Terrà la lancia della contemplazione.
La spada della saggezza sarà appesa al suo fianco.
Se il bambù, che è la sua mente, è flessibile,
lo raddrizzerà senza ribellione.
Lo rivestirà del pennacchio delle quattro virtù infinite.
Gli applicherà l'acuta punta della saggezza.
Avendo inserito la cocca profonda della misericordia
nell'arco dell'irrealtà delle cose,
e misurando a braccio teso la concentrazione mentale,
arciere, egli lancerà le sue frecce attraverso tutti i mondi.
Ciò che raggiungerà, saranno i credenti.
Ciò che ucciderà, sarà il loro egoismo.
E così, nemico, domerà la corruzione.
Amico, proteggerà le sei classi di creature.
Se galoppa, galopperà nelle pianure della felicità immensa.
Se insegue, raggiungerà il rango di vincitore.
Correndo in basso, taglia la radice della trasmigrazione.
Correndo in alto, raggiunge la sponda dei Bhodisattva.
Cavalcando un simile cavallo, si raggiunge la Bodhi.
Considerate se la vostra felicità è paragonabile.
Il mondo non offre felicità desiderabile."
Dissi. E i cacciatori, toccati dalla fede, si ritirarono.
- Milarepa -
Un concerto a sorpresa, per cominciare! Strumenti musicali da tutto il mondo: contrabbasso e chitarra araba, jambè, batteria e xilofono. Un senegalese suona uno strumento a corda particolarissimo, con una grande cassa armonica che tiene appoggiata alla pancia mentre ancheggia per il palco e sei corde che pizzica con forza. Ho visto uno strumento simile, ma più piccolo, tra i compagni marocchini. Gente da tutto il mondo: africani, latino americani, europei...musiche divertenti e poetiche, allegre e profonde, malinconiche ed emozionanti. E un vortice di emozioni che avvolge i quattro in ultima fila, che fa saltare in piedi le persone che applaudono, ballano, ridono. Insieme a me tre persone magnifiche.
Riuscita la sorpresa? Ed è solo l'inizio...che orchestra, quella di Vittorio Piazza!
Riuscita la sorpresa? Ed è solo l'inizio...che orchestra, quella di Vittorio Piazza!
giovedì 26 giugno 2008
Ladies&Gentlman, che serate! Due sere fa ero qui fuori, in giardino, a giocare scacchi, bere vino e fumare fino a notte fonda. Che bel ridere che si genera in quei momenti, che vivere sereno e pieno, ricco come i tesori delle mille e una notte. E ieri lo stesso. Sangria frammista a chiacchiere, canzoni suonate seduti sulla coperta fatta dal bisnonna del chitarrista. Una donna stupenda ed allegra che saltella intorno con i suoi occhi vispi e dolci, che respira in perfetta armonia con il suo tempo, con i suoi anni. Un'altra che suona il cembalo, che mi umilia in un conflitto dispettoso a suon di blocchi di ghiaccio, un uomo barbuto quasi quanto me che suona fra martino con la fisarmonica. Altre persone che non si conoscono e lì, si conoscono. Perone amiche intorno.
Viviamo di quella gioia che non è universale, ma figlia di questo momento speciale, specifico, effimero eppure poetico, fatto di risate, brindisi e casino, di affetto, di esseri umani che si comportano come tali, che abbandonano i loro ruoli e sono capaci di abbracciare. Di esternare i loro sentimenti. In una spirale i cuori si perdono...e si rischia di finire appagati pur senza aver fagocitato i cinque chili di riso freddo poi gettati nell'organico. Questa è la realtà. Ed ora, ora mi sono appena organizzato per andare al lago. A studiarehehehehehehehehahahahahah!
Spensierato, quando serve.
Viviamo di quella gioia che non è universale, ma figlia di questo momento speciale, specifico, effimero eppure poetico, fatto di risate, brindisi e casino, di affetto, di esseri umani che si comportano come tali, che abbandonano i loro ruoli e sono capaci di abbracciare. Di esternare i loro sentimenti. In una spirale i cuori si perdono...e si rischia di finire appagati pur senza aver fagocitato i cinque chili di riso freddo poi gettati nell'organico. Questa è la realtà. Ed ora, ora mi sono appena organizzato per andare al lago. A studiarehehehehehehehehahahahahah!
Spensierato, quando serve.
martedì 24 giugno 2008
Una volta un il lama tibetano Buona-Novella disse "anche nella solitudine, i Ricercatori non sono mai soli ma, nella Pratica, intorno a loro lo spirito dei Buddha del passato, del presente e del futuro, li accompagna."
Oggi ho scoperto che un mio compagno di Viaggio, da molto tempo distante e da cui oggi ho ricevuto una missiva, si trova in una delle città più sacre del mondo, nella Jerusalem antica e mistica, dimenticata dal tempo, alla ricerca del Principio. Provo una grande gioia.
Oggi ho scoperto che un mio compagno di Viaggio, da molto tempo distante e da cui oggi ho ricevuto una missiva, si trova in una delle città più sacre del mondo, nella Jerusalem antica e mistica, dimenticata dal tempo, alla ricerca del Principio. Provo una grande gioia.
lunedì 23 giugno 2008
Il modo più semplice per definire i confini di una esistenza, di qualsiasi forma, è quella di dare ad essa un nome. Dare un nome alle cose che esistono significa appropriarsene, portarle da fuori verso l'interno. In questo modo l'universo si fa più chiaro, ogni cosa è più ordinata, numerabile e definibile. Il nome è una gabbia logica, che permette la scissione di A (ora nominato) da B (anch'esso ormai tra noi). Così l'uomo si difende, così l'uomo afferra ciò che non può conoscere e lo rende piccolo ed insignificante. Dove è possibile, nel silenzio, percepire il respiro dell'universo spesso ci capita di indicare i punti chiari sopra di noi e pronunciare una parola, cucire insieme innumerevoli costellazioni, raggruppare, secondo forme note, l'ignoto. L'immenso diventa una superficie piatta e bidimensionale. L'infinito una volta, arena di lunghe dissertazioni.
Ed è così che a volte smarrisco le stelle cadenti.
Ed è così che a volte smarrisco le stelle cadenti.
E' questa la quiete, prima della tempesta? Mani nelle nuvole è una tecnica davvero profondissima. Ad un primo livello esprime fluidità ed armonia corporea, è l'onda del mare nelle sue fasi di risacca e frangersi di onde. In seguito è uno strano formicolio alle mani, che si manifesta chiaramente, sottile ma intenso. E' poi spostamento di energia, mentre una mano raccoglie il frutto impalpabile dell'universo l'altra ne diffonde il potere purificatore, mettendo in contatto l'agopunto centrale della mano con l'incavo tra naso ed occhi. Quando i due palmi si osservano si può percepire la reciproca presenza e la presenza energetica tra le stesse. Più la posizione si avvicina alla terra, maggiore è la raccolta interna di energia, dai piedi verso 丹田, e maggiore è la raccolta esterna della mano. Ancora molto, di questa preghiera in movimento, è a me sconosciuto. Sono le profondità di cui non si scorge la fine a suscitare il fascino maggiore.
giovedì 19 giugno 2008
Il sole è finalmente tornato ad accarezzare questa terra fradicia di pioggia. Gli uomini escono e si riappropriano degli spazi esterni, godono del calore del nostro astro, che infonde energia e buone intenzioni dentro di noi. Ogni oggetto con una storia è estremamente più prezioso dello stesso oggetto privo di passato, e questo valore ancora cresce se quella storia è una storia di gestualità profonde. I succhi di frutta sono più saporiti se bevuti dopo un allenamento intenso, acquistano il sapore della vita stessa. La tredicesima tecnica fondamentale è un regalo inaspettato. Anche una sera passata in quattro, quattro esseri umani che vivono come tali, è un dono prezioso. La luna è piena, i giorni più lunghi dell'anno sono alle porte: in slovenia i cervi festeggiano feste pagane, mentre io cercherò di spingermi, ancora una volta, un passo oltre i confini che oggi ho stabilito.
martedì 17 giugno 2008
Un grido aquilino di incredibile intensità permeò lo spazio vuoto: non accadde nulla, tutto l’universo continuò indifferente la sua vita. Non si udì rumore alcuno ma, ai remoti confini di quella dimensione, in luoghi che prendono nome di “Anello Esterno”, uno scattare di palpebre squamose rivelò la pupilla concava del serpente. Le orecchie, che nel lungo sonno giacquero assottigliate dietro alle corna ritorte, si drizzarono vigili, per meglio investigare la natura del suono che aveva provocato il risveglio; una vibrazione aveva rotto il Silenzio, come sarebbe potuto accadere per errore! Dalla terra la Compagna Leggendaria aveva emesso quell’ultimo verso ed il Dragone conobbe dentro di sé la certezza che da lì ad un anno solare sarebbe giunto il momento di fare ritorno al Pianeta. Ancora chiuso, ermeticamente sigillato per tempo incalcolabile, l’artiglio destro nascondeva il Dono delle Stelle. Lo mosse lentamente e con pacata sicurezza, ruotando il collo, fece scivolare quella polvere arcana lungo tutta la criniera smeralda. Ogni granello di tale alchemica sostanza aveva forma e colore differente: in quelle sfumature era celato il segreto della creazione. Quindi l’Animale-Dio cadde in uno stato di semicoscienza, intento a raccogliere dentro di sé la forza necessaria per il compito sovraumano che avrebbe portato a termine.
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