giovedì 9 ottobre 2008
Nel silenzio del mattino iniziano le mie poche ore lavorative alla residenza brennero, solo cinque minuti a piedi da casa. E' incredibile come sia possibile ritrovarsi, retribuiti allo stesso modo, in una portineria tranquilla e sei ore per studiare, oppure in un ufficio incasinato, confuso, dove se non si lavora si viene ripresi. Bisogna saper scegliere.
mercoledì 8 ottobre 2008
Confusione. Puzza di sudore. Le mani diventano appiccicaticce e l'aria pesante, ricca di mal di testa aleggianti, di vibrazioni di ventole in sottofondo. Alcune persone stanche tolgono gli occhiali e si stropicciano gli occhi, altri masticano una penna. C'è un brusio di fondo, ma nessuno parla davvero. Tutti bisbigliano formule e le bisbigliano con una voce sufficientemente alta da far sentire agli altri che stanno lavorando su roba seria, ingegneria serrata, non boiate da primini. "Allora modifichiamo quelle sezioni" "dovrò inevitabilmente rifare l'idrologia" "qui non sta scavando un cacchio" "non si può modificare la struttura". Così fuggono le nostre vite, così perdiamo la nostra energia ed alla fine anche noi puzziamo del puzzo di questa aula.
C'è bisogno di una pausa caffè.
lunedì 6 ottobre 2008
Ordine sordo e muto
tu mi chiami, ebreo.
Vago per il mondo e sogno
realtà e persone usuali.
Come combattere i demoni
come esistere e sorridere
se distante è la mia terra
se muoiono i miei fratelli
se il mondo non ha cieli
per le albe dei miei risvegli.
Le mie braccia di carne
muteranno in arti d'acciaio
e cuori e sorrisi ed affetti
cingerò tra braccia di pietra.
Lacrime fredde di ghiaccio
induriranno i volti giovani
e cieco fuori e dentro
difenderò l'uguale, ucciderò il diverso.
Mai più schegge d'odio
feriranno i tralci della vite:
sarò ordine sordo e muto, generoso
restituirò il mio dolore.
I sometimes wake up in the middle of the night and suddenly remind that I was dreaming about Africa: dreaming colours, smiles, emotions and the smell of the ground. What happened to a man if he lives few hours per day on the other side of the world? And then someone shows me a picture about Mozambique in a magazine and while eating dinner I remind the Beira's airport and that guy there working with luggages and speaking five languages, and that sensation of freedom that is possible to feel when you ride a car sitting in the back part, with the wind on your face.
I think about my Africa of the past, about Africa in my present and about my Africa of the future.
domenica 5 ottobre 2008
Buffola angiola ricciola
con ali così piccole e goffe
dove vuoi volare?
Vorrei offrirti in dono
l'ampio abbraccio dei rapaci
l'eleganza d'angoli del ghepardo
il canto del bosco di maggio.
Mostrari il mondo cui anela
l'altezza del tuo sentimento.
T'osserverei incantato
come lo spazio ed il tempo
come la pietra ed il mare
come creatura preziosa.
Ti scruterei nascere, vivere, morire.
sabato 4 ottobre 2008
Dopo aver parlato assieme di un Inchino allo sprofondamento del Triangolo Divino nel Triangolo della Materia, nella notte, un Ricercatore pose al suo compagno questo quesito: "Perché il Divino si è incarnato? Perché non è rimasto in se stesso, nella sua eterna perfezione?"
Il compagno assorto si accorse di aver scoperto una nuova Frontiera, per ora invalicabile. "Mi piacerebbe sentire le risposte di Platone, in merito, e di tutti i grandi che compresero l'esistenza di questo accadimento", pensò.
Come prodigio germoglia
esile stelo di Consapevolezza,
nutrimento interno trae
tra profondi strati d'Essenza
ed affonda le radici nel Cuore.
Crescono robusti e snelli
lignei raggi di Spirito,
come mano che afferra
anelano di estrema Volontà
e tendono al Cielo.
Sbocciano fiori di gelsomino
per ogni velo di Natura,
frutti pieni e dolci
generosa offre la Pratica
e ad essa s'inchina l'Essere.
Così cresce, immobile e compiuto,
il Guerriero della Luce.
venerdì 3 ottobre 2008
Caos creativo
innalza al cielo mura d'odio
accerchia i miei soli ed adombra
la vita, che ride nel mio cuore.
Nel mugolio scuro della notte
troverà un tetto la mia casa
nella morte riscoprirò
il senso del martirio
una volontà di terrore.
Diventerò caos creativo
inventerò simulacri di sangue
inciderò bambini di schegge
dipingerò il terrore di mille orchi
sulla tela rossa dell'anima.
In frammenti puntuti di specchi
che taglienti e spinosi rifrangono
i tuoi sogni da incubo,
esploderà il mio rancore.
giovedì 2 ottobre 2008
Una delle idee più bislacche che ebbi in vita fu quella di cercare di convincere il mio cane, un husky dal manto lucido, al suicidio. Fu un' operazione molto complessa, poiché il mio husky amava davvero la vita. Tuttavia non me la sentivo più di portarlo fuori a correre nei campi, avevo voglia di prendermi una lunga vacanza ed il canile non si addiceva al suo spirito libero. Non volevo darlo in pasto a qualche "amico dei quattrozampe", che lo avrebbe ridotto in un salotto. Così iniziai a spiegargli, durante la passeggiata delle sei, le teorie schopenaueriane del pessimismo cosmico. La sera uscivo in giardino per leggere ad alta voce una poesia del Leopardi, oppure qualche verso degli scapigliati. Gli piacque in particolar modo il "Canto notturno di un pastore errante dell'asia", si sentiva come quelle pecore, con una qualche consapevolezza in più. Poco a poco smise di mangiare, soprattutto perché mi ostinavo a rifilargli quei croccantini ricchi di tutte le vitamine e poveri di sapore: iniziò a vergognarsi per il suo alito mefitico. Per il suo settimo compleanno gli regalai "La nausea" di Sartre e così tutto per lui prese quella dimensione di orrida fisicità, di pesantezza, come se la natura fosse diventata una nemica invadente. Durante la passeggiata se ne stava con la testa bassa, abbaiava in modo spento, come un bofonchiare fiacco; preferiva di gran lunga stare a casa. Era davvero terribile vederlo in quello stato, mogio, senza voglia di vivere. Fortunatamente nessuno gli consigliò di leggere Nietzsche ed un giorno lo trovai in cucina, morto dissanguato. Non me ne ero accorto, ma da qualche mese camminava in modo accorto, tenendo le unghie ben lontane dal selciato e quelle iniziarono a crescere, fino a quando non furono lunghe abbastanza per permettergli di recidersi le vene della zampa. Una storia triste.
Poi partii per la Sardegna; due settimane di puro relax.
Approssimare per la prima volta nella vita i movimenti di una forma taoista, muoversi imitando l'eleganza dei maestri antichi e recenti lascia dentro la stessa sensazione che potrebbe provare un pianista novello improvvisamente invitato a suonare con i Bach, Rachmaninov, Beethoven di tutti i tempi. Questi movimenti non sono gli stessi, bensì l'evoluzione di altri provenienti da ere remote dell'umanità e celano, a chi li sa cogliere, aspetti profondissimi. Mentre che muove i suoi passi per la prima volta può solo balbettarli: tuttavia in questo balbettare si nasconde l'unica possibilità, un giorno, di fare della poesia in movimenti.
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