giovedì 30 ottobre 2008
Non tutti i pinguini si comportano come i loro simili. Uno di essi, mentre attraversa assieme agli altri le desolate lande antartiche in compagnia dei suoi simili si ferma, come disperso in un nulla bianco, rapito da non so quale intendimento o fulmineo atto di comprensione. Smette di sgambettare e dentro a quell'essere penetra tutto il vuoto esterno, tutto il ghiaccio cristallino di una subitanea realizzazione. E' solo, con le sue ali utili solo nell'acqua, indugia qualche altro istante. Infine si gira e punta diritto verso le montagne a cento chilometri di distanza, verso il cuore del polo, verso luoghi da dove nessuno dei suoi simili è mai tornato. Ed eccolo lì, lo vedo dentro di me, mentre cammina non più ridicolo ma sempre goffo verso l'ignoto e dentro nasce e si prende forma una domanda: perché? Dove te ne andrai pinguino solitario...
Ringrazio Werner Herzog per voler concedere agli esseri di questo mondo, soprattutto a noi uomini, il giusto spessore. Siamo così profondi ed unici, così perfetti nella nostra nudità ed invece ci ostiniamo a fingere. Solamente fingere. Sono così intensi i momenti in cui riesco a stabilire un legame vero con le persone, completi...but often we have to be at the end of the world to encounter our brothers.
Fa uno strano effetto: essere qui in una portineria a Trento, con l'autunno che fruscia tra le foglie gialle degli aceri seminudi e riguardare delle foto di se stessi mai viste, scattate in Mozambico qualche tempo fa sotto altri cieli. le stesse persone che erano con me vivono in una luce diversa. Forse questi scatti riscaldano semplicemente il cuore. E' stata una sopresa inaspettata.
la sveglia suona alle sette in punto. titiditiii titiditii apro gli occhi e subito li richiudo...molteplici pensieri si affollano nella mia mente come persone in coda per un biglietto alla stazione. si spingono e si confondono. chiudo gli occhi. riapro gli occhi e guardo l'orologio...ore otto e quindici secondi, dovevo essere al lavoro qualche istante fa. wake up. mi serve un paio di calzoni, di calzini, che felpa metto? calda, comoda, faccio lo zaino, sento voci in cucina: esco dalla stanza. Luciano fuma una sigaretta mentre si prepara un tè, è più sveglio del solito stamane. ci salutiamo. cric crac sento dei rumori dietro in corridoio, mi volto di scatto ed una donna di circa cinquant'anni mi sorride e dice "salve" "salve?" boh, rispondo incerto. è in camera di aldo. rincorro luciano in camera sua, oltre il salotto. "luciano ma chi è quella signora?" "pulisce la camera di aldo" "ma dov'è aldo" "aldo è andato via la settimana scorsa, ha avuto problemi con il permesso di soggiorno ed è dovuto tornare in albania". non me ne sono accorto, ci rimango male. non l'ho salutato, lui era sempre chiuso in camera oppure dalla sua ragazza a bolzano. che farà in albania adesso? strano strano strano e dietro quella signora pulisce la stanza che non avevo mai visto, la stanza spoglia che era di aldo che è tornato in albania. uffa. scendo le scale e fuori il sole squarcia brillante il cielo mattutino dopo la pioggia di ieri. ci sono nuvole pesantissime in cielo, grandi come navi da crociera e gonfie come mongolfiere. il bondone illuminato si riempe dei colori dell'autunno. accidenti. tira un vento forte ed antipatico. mi rinchiudo nel cappuccio. dovevo essere al lavoro quindici minuti fa e aldo è in albania ed è una bella giornata dopo la pioggia. dovrei scrivere di tutto questo, dovrei farlo.
mercoledì 29 ottobre 2008
Se c'erano ancora dei dubbi, da ieri pomeriggio alle quattro non ho definitivamente più giudizio. Anche l'ultimo dei quattro moschettieri smaltati che avevo in bocca è caduto, strappato alla vita ed al nervo sotto i terribili colpi di una pinza-sradica-denti. Non so a quali scelte pazze mi porterà questo avvenimento, ma di sicuro nessun potrà più rinfacciarmi di essere stato spregiudicato! Con così poco giudizio!
Rimango sempre colpito dalla brutalità e dalla violenza precisa, necessaria per staccare un osso dalla carne viva. Il sapore ferruginoso del sangue è gradevole soltanto per un po'.
lunedì 27 ottobre 2008
Vi è la possibilità che, cercando di raffinare la propria sensibilità, si diventi più vulnerabili. Sono stato avvisato in tempo. Cercando di essere migliori di se stessi è ancora più difficile vedere gli altri che rimangono fermi immobili. Non mi sento un supereroe, ma mi domando cosa provasse flash a vedere tutta la realtà in slow motion. Forse avrebbe desiderato che almeno qualcuno iniziasse a muoversi anche solo un poco più velocemente, invece di doverli salvare tutti lui, invece di prenderli in braccio e mettersi a correre per tutta la sua lunga eterna vita superveloce. Forse accade ed io sono pessimista.
Al solito, ho divagato.
venerdì 24 ottobre 2008
Chiudi gli occhi:
quale periglioso viaggio
ti riporta infine
alla Grotta del Cuore!
In quello spazio nascosto
dentro il tuo petto
nasce una fiamma,
avvolgente luce dorata.
Ed il buio cede terreno
ed ogni anfratto s'illumina
di sentimenti dimenticati
di un nuovo sentire.
Avvampa incessante
riscalda corpo e spirito
ovunque dilaga e pervade
più calda ad ogni respiro.
Nascono mille preghiere
poesie d'amore salgono al cielo
fiocchi di neve sanscrita s'adagiano
sui petali del fiore di loto,
sul legno vecchio di infinite
mani korlo danzanti.
Non esiste ritorno dall'intima bellezza di alcuni luoghi dell'anima.
giovedì 23 ottobre 2008
Manichino
Mistero immobile
inverno di zigomi ghiacciati
gelido mimo senzavita
perché mi balbetti inadeguato,
fai il verso alla mia forma?
Vorrei affondare la mano
nel tuo sterno di plastica
e cavarne scricchiolanti
ventricoli di polistirolo,
vederne un timido pulsare.
Condannato a non vivere
e a non morire, nel terrore
attendo il momento
in cui mostrerai coraggio
per nutrirti d'un solo respiro.
In quella posa naturale
creato a mia orrida immagine
seduto in oscena somiglianza
sei la più morta e falsa
delle bestemmie viventi.
mercoledì 22 ottobre 2008
Ho fatto l'errore di mettermi davanti al teleschermo per una mezz'ora e dentro quel macchinario infernale giravano immagini di uomini e donne vuoti, come anfore piene di niente che si dibattevano, pesci fuori d'acqua in un mondo di emozioni stupide. Così mi sono messo qui al parlascrivi, in un rivoluzionario quanto vecchio atto di denuncia nei confronti della merda che il macchinario ci propina essere la vita umana.
Non è il sesso che ci tolgono, ma l'amore. Ed accade nel modo più subdolo: non abolendo l'amore per la pornografia, ma modificando poco a poco la percezione dell'amore, svuotandolo come un kiwi del suo significato, rosicchiato dall'interno. E' per questo che, quando scoprono di amarsi, i protagonisti non si abbracciano ma si pomiciano e si gettano per terra, lei già con le gambe larghe e lui con pretese di uscire soddisfatto. Lo sapete anche voi, non è vero? Lo sapete? Io dico che non siete così stupidi da non saperlo.
E mi piace, godo nel notare come questo sia il finale d'amore, che eleva i protagonisti al di sopra delle loro vite piatte e vuote iniziali. Così dobbiamo essere anche noi, elevarci dalle nostre vite piatte ed "amarci", preferibilmente sui tetti, che sia inverno o estate.
E avessi almeno un Socing da additare, ed invece niente. Il nemico rimane nell'ombra.
Sono le otto del mattino, ma non sono affatto stanco. Steso il futon sul pavimento si dorme come re e regine di antichi imperi giapponesi. A volte siamo la causa dei nostri stessi mali, ma è proprio mediante il cervello che possiamo agire per costruire il nuovo, per lasciarci dietro gli aspetti piccoli della nostra natura.
Thanks silbyinthesky e grazie anche a tutti gli amici che hanno accordato il loro spirito al mio, anche solo per un istante.
martedì 21 ottobre 2008
Mmmm mi sto ammalando? Very weird, avere mal di gola in quelli che dovrebbero essere i giorni speciali. I sentimenti autunnali sono giunti tutti con un mese di ritardo e sebbene sia solo l'ennesima transizione, la percepisco come un disequilibrio in me stesso. Ma ora combatterò con la doccia i pensieri negativi, devo sconfiggere i miei malumori per vivere bene con le persone intorno. Ci riuscirò.
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