lunedì 17 agosto 2009
domenica 16 agosto 2009
L'emozione del ritorno a Beira, il rivedere persone amiche, volti noti, il pigiare pulito e sonoro della mia personale tastiera per portatile, dopo tredici ore di viaggio massacrante. Ma siamo di ritorno e stasera si mangia pesce per festeggiare, in barba al mal di pancia che si affievolisce.
Ecco il primo ritorno. Quello in Mozambico.
sabato 15 agosto 2009
Tra le regole base che ci vengono spiegate in caso di incontro ravvicinato di un elefante, la prima e´stare calmi e lentamente, senza voltarsi, camminare indietro o verso un riparo, guardando l'animale per vedere quel che fa. Se barrisce o agita orecchie e proboscide ci vuole solo spaventare, quando invece ha la testa bassa e le orecchie piegate, meglio correre: e´una carica vera a propria.
Vi confesso che, quando alle cinque e trenta di mattina assonnato esce dalla tenda per andare a lavarsi i denti, non e´che il cittadino italiano medio si aspetti di vedere una madre con piccolo, due massicci pachidermi grigi, scorrazzarli davanti a due metri di distanza. Quindi insomma, ho fatto tutto al peggio: mi sono voltato e spaventato sono corso alla tenda, con agitazione ho cercato di aprire la cerniera senza riuscirci e mi son detto "che coglione". Poi mi sono voltato a vedere quello che succedeva. Per fortuna madre e piccolo non erano interessati ai miei stupidi comportamenti da bianco inesperto. Bellissimo.
Il South Luangwa sono stati due giorni di emozioni spudorate, di stupore, di sorpresa. Il ruggito del leone mentre divora la cena, mentre strappa a morsi le interiora di un puku, nella notte, con le iene che ti guardano da dietro la macchina, in attesa della loro parte. L'eleganza della giraffa, la sua slanciata e femminile bellezza a chiazze.
Forse forse, tra qualche giorno, le foto. Spudorata bellezza di natura.
Vi confesso che, quando alle cinque e trenta di mattina assonnato esce dalla tenda per andare a lavarsi i denti, non e´che il cittadino italiano medio si aspetti di vedere una madre con piccolo, due massicci pachidermi grigi, scorrazzarli davanti a due metri di distanza. Quindi insomma, ho fatto tutto al peggio: mi sono voltato e spaventato sono corso alla tenda, con agitazione ho cercato di aprire la cerniera senza riuscirci e mi son detto "che coglione". Poi mi sono voltato a vedere quello che succedeva. Per fortuna madre e piccolo non erano interessati ai miei stupidi comportamenti da bianco inesperto. Bellissimo.
Il South Luangwa sono stati due giorni di emozioni spudorate, di stupore, di sorpresa. Il ruggito del leone mentre divora la cena, mentre strappa a morsi le interiora di un puku, nella notte, con le iene che ti guardano da dietro la macchina, in attesa della loro parte. L'eleganza della giraffa, la sua slanciata e femminile bellezza a chiazze.
Forse forse, tra qualche giorno, le foto. Spudorata bellezza di natura.
domenica 9 agosto 2009
Alla Lilongwe Wildlife Reserve vi sono alcuni animali tenuti in cattivita' in grandi aree recintate ed elettrificate. Questi animali sono tutti ammaccati, tenuti insieme con la colla, portati qui solo quando in altri posti non potevano piu' stare, per non parlare del loro ambiente naturale! Non sanno nutrirsi da soli, cacciare e' un concetto a loro del tutto sconosciuto. Passiamo ai dettagli.
C'e` una leonessa di nome Bella, tornata da cinque mesi dalla Romania, dove se ne stava in uno zoo. Bella e` parecchio bruttina, soprattutto perche` guercia da un occhio. Se ne sta appisolata tra gli alberi, la nostra guida tira una pietra al di la` della rete per svegliarla, ma Bella non fa una piega. E` un gattone. Dorme e forse farebbe le fusa. Sogna il numero dei cerchi infuocati al circo itinerante rumeno.
Poi c'e` un leopardo con il ginocchio rotto, che non puo` correre, ferito sul Nykya Plateau e portato qui. Due condor con le ali spezzate che possono permettersi voli di massimo qualche metro, da terra al primo ramo dell'albero cresciuto nella grande voliera che li ospita. C'e` un coccodrillo maschio di quattordici anni che non sara` mai rilasciato in natura perche` l'unica cosa che sa mangiare e` il pollo e non sa ucciderlo, devono accopparlo prima senno` non lo mangia. A lui la carne viva gli fa ribrezzo, e` un coccodrillo di citta`, dopotutto.
Le scimmie ed i babbuini sono invece stati riportati da Israele con un programma di reinserimento di animali esportati all'esterno abusivamente. I babbuini sono stati tutti castrati perche` si teme che diffondano, accoppiandosi, malattie contratte oltre il mar rosso. Quattordici babbuini eunuchi....un'immagine esotica.
Gabriel infine, la nostra guida, fa questo lavoro gratuitamente, nella speranza che prima o poi o molto poi lo assumano e gli paghino uno straccio di stipendio. Ha studiato giornalismo a Blantyre...non ci chiede la mancia e gli offriamo una fanta passion fruit come ricompensa.
C'e` una leonessa di nome Bella, tornata da cinque mesi dalla Romania, dove se ne stava in uno zoo. Bella e` parecchio bruttina, soprattutto perche` guercia da un occhio. Se ne sta appisolata tra gli alberi, la nostra guida tira una pietra al di la` della rete per svegliarla, ma Bella non fa una piega. E` un gattone. Dorme e forse farebbe le fusa. Sogna il numero dei cerchi infuocati al circo itinerante rumeno.
Poi c'e` un leopardo con il ginocchio rotto, che non puo` correre, ferito sul Nykya Plateau e portato qui. Due condor con le ali spezzate che possono permettersi voli di massimo qualche metro, da terra al primo ramo dell'albero cresciuto nella grande voliera che li ospita. C'e` un coccodrillo maschio di quattordici anni che non sara` mai rilasciato in natura perche` l'unica cosa che sa mangiare e` il pollo e non sa ucciderlo, devono accopparlo prima senno` non lo mangia. A lui la carne viva gli fa ribrezzo, e` un coccodrillo di citta`, dopotutto.
Le scimmie ed i babbuini sono invece stati riportati da Israele con un programma di reinserimento di animali esportati all'esterno abusivamente. I babbuini sono stati tutti castrati perche` si teme che diffondano, accoppiandosi, malattie contratte oltre il mar rosso. Quattordici babbuini eunuchi....un'immagine esotica.
Gabriel infine, la nostra guida, fa questo lavoro gratuitamente, nella speranza che prima o poi o molto poi lo assumano e gli paghino uno straccio di stipendio. Ha studiato giornalismo a Blantyre...non ci chiede la mancia e gli offriamo una fanta passion fruit come ricompensa.
sabato 8 agosto 2009
giovedì 6 agosto 2009
Lilongwe, Malawi, la dolce semplicita' della citta', dell'avere le cose a portata di mano, del poter andare a mangiare qualcosa all'indiano sotto casa, del riprendere un po' i contatti con il mondo civile, del comperarsi qualcosa al supermercato. Stiamo vivendo un particolare momento, da questa parte del mondo, una parentesi temporale che separa questa vita africana gia' trascorsa dal futuro pieno che ci aspetta al ritorno. Una parentesi temporale che si esplicita nel viaggio, nel safari a cui prenderemo parte nei prossimi giorni in Zambia, non lontano da qui, che si conclude con il ritorno in Mozambico: un ritorno che precede il ritorno vero e proprio.
Domani le fotografie di queste ultime settimane.
Domani le fotografie di queste ultime settimane.
domenica 2 agosto 2009
L'Ilala non e' solamente una nave, e' il ventre metallico a cui uomini e cose legano il proprio destino, e' l'unica possibilita' per tutta una popolazione costiera ed insulare di commerciare, di spostarsi, di sopravvivere. Sulla spiaggia dell'isola di Likoma, insieme a noi nel buio pesto delle sette di sera, ci sono due o trecento persone, tutte accalcate, tutte in attesa con i loro enormi bagagli. La nave e' ancorata nel golfo, il suo profilo e' disegnato dalle innumerevoli lampade luccicanti nei riflessi del lago e le persone vi salgono grazie ad una scialuppa che fa la spola con la spiaggia. Questa scialuppa porta a prua l'ironica scritta ''22 person'', come a tentare di stabilire il numero massimo di esseri umani trasportabili per volta. Ironica perche' per ogni tragitto ne salgono almeno una quarantina o piu', stipati, assieme ai propri sacchi pieni di pesce secco, alle galline, a delle casse contenenti chissa' quale preziosa organica merce. Tutti su, insieme, alla rinfusa ed una volta raggiunta la nave, nell'instabile equilibrio tra il bordo di una piccola imbarcazione ed una scaletta di metallo, tutti giu', catapultati da qualche misteriosa forza sconosciuta nel ventre dell'Ilala. Una follia pvs, una forza irrazionale di persone le une sulle altre, accatastate, tutte alla ricerca di uno spazio libero. Noi emergiamo dal caos, galleggiamo verso il ponte alto, dove troveremo spazio ed aria per sopravvivere alle dodici ore di viaggio notturno. Ma i malawiani, eccetto per una piccola ricca percentuale, rimangono sotto, rinchiusi e in attesa.
Si spostano, questi uomini donne e bambini, per tutto il grande lago Malawi, alla ricerca di cibo, commercio e denaro. Sono centinaia, poverissimi, eppure migranti, come uno scuro sciame d'api in volo nella scura notte africana.
Poi, alle cinque del mattino mi sveglio e il sole sorge rapido, esce dall'acqua con quel suo colore rosso smorto e i primi raggi freddi. Inizia la giornata e dopo poche ore l'Ilala attracca a Nkhata Bay. Terra ferma.
Si spostano, questi uomini donne e bambini, per tutto il grande lago Malawi, alla ricerca di cibo, commercio e denaro. Sono centinaia, poverissimi, eppure migranti, come uno scuro sciame d'api in volo nella scura notte africana.
Poi, alle cinque del mattino mi sveglio e il sole sorge rapido, esce dall'acqua con quel suo colore rosso smorto e i primi raggi freddi. Inizia la giornata e dopo poche ore l'Ilala attracca a Nkhata Bay. Terra ferma.
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