lunedì 17 marzo 2008

Ho bisogno, vicino a me, di persone del mio calibro. Anime raffinate, non votate all'odio, alla bassezza ed alla menzogna. Non posso farmi carico delle umane sofferenze, delle umane malattie, delle umane piccolezze. Ho bisogno di persone vere, non fantocci. Ho bisogno di stare tra la mia gente.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Anche il signor Mengele e la sua allegra brigata avrebbero avuto, in parte, momenti di condivisione su quanto esponi!
Il consiglio che, forse con ingiustificata presunzione, regalo è di volare sempre ALTO, con la prospettiva del BASSO sempre in vista. Così non si rischia di perdere la profondità dell'essere e la condizione dell'apparire.

"Tu osservi un bassorilevo
dei pesci, illustre opera di Fidia:
sommergili nell'acqua: nuoteranno."

Marco Valerio Marziale


AROICAROICAROICAROICAROICAROICAROIC

gi. ha detto...

Altro Icaro che si invola sulle vette da cui aspergere commenti...

Gente come Te, Gente come Te.
Persone, non Gente. Giusto, ambizioso obiettivo la solitudine nella scelta di chi sarò compagno,a perdersi in silenzi lungo il fiume che scorre al contrario, solitudini e silenzi che si incontrano e valgono, come dicono, più di mille parole.

Se poi solo ne bastassero di mille, saremmo saggi brevi alla maturità...

baci involati

Paolo ha detto...

Quest' umanità bambina non è mai stata lasciata da sola.
Da sempre, inoltre, donne e uomini che "contenevano una particolare sensibilità" hanno calcato le strade di questo splendido pianeta verde.
In taluni di noi, l'Essere, (per questioni di una Legge correlata alle Ronde Creative di questi Universi )anche se NON RICERCATO CONSAPEVOLMENTE riesce TALVOLTA a varcare (sebbene in parte) la spessa coltre della personalità, facendoci vibrare a frequenze "non ordinarie" che ci consentono una Lettura comunque più profonda di ciò che chiamiamo "realtà" o "vita".
La necessità di stare con la "tua gente", di stare con persone "vere" risponde a questa voce che "grida tra le sabbie sconfinate del Sahara". Sta ad ognuno di noi decidere di "tendere l'orecchio" oppure "insabbiare fino a fare morire per un'intera vita" quella Voce.

Paolo