Solitudine che mi accompagni,
nemica presente
assenza solida
di ricerca solitaria.
Sei un deserto lunare
di ossidiana nerastra,
nell'afa e nel vento del Sahara.
Sei una distesa fangosa e brulla
di cani enormi che imprecano lontani
sporca di chiazze nevose e bagnate.
Sei una stanza umida e fredda,
un trucco di cemento screpolato
con un solo singolo letto.
Sei tutti i passi solitari
che il mio cuore muove
per evadere dal sentiero
che plasmi instancabile,
sotto i miei mocassini d'indiano.
Sei l'infinitesima prospettiva di me stesso
nata nell'insinuarsi ed ampliare
i confini del reale.
venerdì 4 luglio 2008
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