sabato 4 luglio 2009

Tutta da ridere. Una storia su una pentola. Ero qui in studio, stavo per chiudere la connessione cinque minuti fa. Poi è entrato un giocatore della squadra di calcio del Consorzio: "estou a pedir A4". Aveva bisogno di un foglio per gli schemi di gioco. Ed Elena gli chiede, Dov'è la pentola che vi abbiamo prestato qualche mese fa?, Quale pentola, quella fatta così?, No, quella fatta cosà!, Ah, quella pentola., un momento che vado a chiedere.

Ritorna il nostro uomo. Dona Elena, parece que uma pessoa esqueceu!, se la sono dimenticata da alcuni mesi a casa...Ricordatevela la prossima volta dunque. Certo Dona. Ritorna dopo due minuti esatti ed esordisce con:

"Dona a panela apareceu!!" Guardiamo fuori e ci stanno cucinando la polenta in questo esatto momento. L'ilarità sta tutta nella parola, apareceu, è apparsa, come una magia, come una madonna apparsa per miracolo. Così la pentola.

giovedì 2 luglio 2009

Uomo di ruggine

Ghigna un cielo
di cristalli infranti.
Cigola terrifico
un muto sospiro.

Grigia campana rintocca
funesto presagio di morte,
mesta sale al patibolo
l'ultima ora di quiete.

Un ignaro chiodo di ruggine
nuovamente ferisce un suo simile.

Anima all'aria
si ossida il cuore.
Fioca luce
perduta,
in un catino d'odio.

mercoledì 1 luglio 2009

Di ritorno. E' bello tornare una seconda, una terza volta, riconoscere i luoghi e le persone, eppure qualcosa è accaduto, di nuovo, durante il viaggio. I luoghi, le persone non sono più gli stessi, del tempo è trascorso.

Iniziano gli ultimi venti giorni a Caia.
E' strano eppure...ogni cosa ha un inizio ed una fine.

lunedì 29 giugno 2009

Ecco. In Malawi per un giorno soltanto. Per un visto solamente. Il Mulanje e proprio qui dietro di noi, il forno a legna della pizzeria Basilico e` gia` caldo, il propietario italiano ci riportera` a breve in patria per qualche ora. Alla frontiera rispondiamo in modo vago sulla durata della nostra permanenza in questo stato, domani torneremo li` dicendo che un amico e` stato male e dobbiamo rientrare in terra portoghese.

E` difficile ritornare all'inglese...strani ibridi emergono dal mio parlato! Si festeggia un compleanno, un giro al mercato ed uno sguardo alle colline del te`.

E voi che fate?

sabato 27 giugno 2009

mercoledì 24 giugno 2009

Sonetto per una madre africana

In su la terra bruciata del volto
si è scoperto un campo di neve
trenta e più grani bianchi di riso
diademi di chiaro, gioie d'avorio.

Smalto di sole ed occhi di carta
come due foglie di seta sul viso
distese sugli zigomi camusi
dei tuoi diciott'anni di madre.

Svesti ora un seno avvizzito
un capezzolo ormai masticato
dal grande mistero di cinque figli.

Ed un tessuto bagnato di latte
ti riporta all'umano splendore
della ruota di vita africana.

lunedì 22 giugno 2009

Grande senso celato

L'astro diurno s'è spento nell'ombra
emergono dal nulla uniforme
smisurati misteri di fuoco
irrisolti immobili soli.

Nell'infinito nonsenso del buio
un remoto baluginare di stelle
m'incontra tra le rane ed il vento
di ritorno sulla strada di casa.

Raggi dispersi senza memoria
realtà già svanita e raccolta
dallo specchio profondo degli occhi.

Giunge silente una nota dal cosmo
uno sciame operoso di mondi
sussurra: non solo rincasi stasera.

domenica 21 giugno 2009

In questa vita, in quella di ognuno, v'è come un canto sotteso alle azioni. Nel nostro orto vi è un fiore di zucchino, una promessa per il futuro. Non vedo che uomini e donne e animali ed alberi. Quante stelle possono essere riflesse nelle acque di un lago. E' la colonna sonora della vita.

Ed Aide arriva in sella alla sua moto, berretto girato all'indietro, cento per cento rider mozambicano, cinquanta minuti in ritardo e sorride serio, marmoreo, solido. Cosa sono cinquanta minuti di ritardo? Di quale sostanza è fatto l'uomo? Esulto dentro, come fosse una tifoseria da stadio dopo il goal.

venerdì 19 giugno 2009

Come sta l'uomo, appeso alle sue emozioni come alla coda di una cometa. Qualcosa all'interno esulta, scoppia e tracima. Non è tempo per perdersi in discorsi...eppure eppure le cose lasciano il segno. Non è tempo di scriversi, è tempo di alzarsi da questa mesa computadora e raggiungere il silenzio.

domenica 14 giugno 2009