domenica 30 dicembre 2007

Un'orda di barbari cristiani invade la mia casa, parlando di strani riti, di cui non capisco molto, in cui si ingoia una parte del corpo del loro dio, che non solo è dio, ma anche uomo. Al mattino frotte di bimbi randagi, squadroni della Salvezza, bussano alla mia porta ridacchiando, chiedendo cibo per i poveri e rispondendo con disprezzo troglodita ai miei sguardi dubbiosi sui loro intenti di saccheggiare la mia dispensa. Ogni ora del giorno è ritmata dagli impegni con questi strani dei che, a dir loro, prendono posto nell'infinito imprecisato, oppure tra le stelle, un po' a destra della galassia di Andromeda. Sono dentro di noi, fuori di noi, in mezzo a noi, sono amore e fratellanza, sono il mio terrore inespresso di fronte a tutto questo.

Mi spaventano, ma non voglio essere sgarbato con loro, non voglio scacciarli come si fa con i topi, con la scopa. Solo, come al solito, dico qui quello che vorrei urlare loro in faccia.

Ho consumato un'altra vendetta.

1 commento:

correttore di bozze ha detto...

Un'orda [accidenti, "orda" è femminile] di barbari cristiani invade la mia casa, parlando di strani riti, di cui non capisco molto, in cui si ingoia una parte del corpo del loro dio, che non solo è dio, ma anche uomo. Al mattino frotte di bimbi randagi, squadroni della Salvezza, bussano alla mia porta ridacchiando, chiedendo cibo per i poveri e rispondendo con disprezzo troglodita ai miei sguardi dubbiosi sui loro intenti di saccheggiare la mia dispensa. Ogni ora del giorno è ritmata dagli impegni con questi strani dei che, a dir loro, [la virgola va dopo "che", non prima] prendono posto nell'infinito imprecisato, oppure tra le stelle, un po' a destra della galassia di Andromeda. Sono dentro di noi, fuori di noi, in mezzo a noi, sono amore e fratellanza, sono il mio terrore inespresso di fronte a tutto questo.